Dal 1971

La nostra storia. Segrate Oggi compare per la prima volta nel 1971 come bollettino interno delle sezioni del Partito comunista, che allora erano a Segrate, a Redecesio e nelle fabbriche cittadine. In quel periodo, il Pci aveva lanciato iniziative simili in molte città, per stimolare il dibattito e la partecipazione diretta dei cittadini non tanto ai problemi più immediati del territorio ma partendo da essi per indurre militanti, simpatizzanti e residenti a riflessioni non strettamente “municipaliste” ma su tematiche più generali. Il giornale esce sotto forma di ciclostilato, ha cadenza irregolare ma, rispetto ad altri “esperimenti” simili nati ma poi spentisi in altre città, continua a uscire grazie al lavoro del nucleo iniziale dei fondatori e dei sostenitori, che lo distribuiscono porta a porta.

1971Nel 1974 avviene la prima rivoluzione: a novembre esce un numero zero di prova e il mese successivo, dopo la registrazione in Tribunale di Milano della testata, appare il primo numero diretto da Anna Maria Scaltriti. Il bollettino si trasforma in giornale vero e proprio, esce nelle edicole segratesi e viene spedito per abbonamento con periodicità fissa, inizialmente mensile, sostenuto per la prima volta dalla vendita di spazi pubblicitari. Cambia anche il formato, che si riduce assumendo una veste grafica più “moderna”.

Il 1978 è anno di grandi novità: scompare la dicitura “a cura delle sezioni del Pci” e Segrate Oggi diventa giornale aperto, ospitando contributi e idee proveniente di tutti gli schieramenti. A novembre cambia nuovamente la veste grafica, e fa la sua prima apparizione la Rana Beppa, per molti anni mascotte della redazione. La città, allora circondata dai campi e con una vocazione ancora agricola, ispira il disegnatore Maurizio Comi, segratese, che sceglie un animale caratteristico della campagna, la rana. La redazione organizza un concorso nelle scuole cittadine per trovare un nome alla “mascotte”: vince la proposta di uno studente di Novegro, che la battezza “Beppa”. La simpatica rana farà compagnia ai lettori fino alla fine degli anni Ottanta.

Nel gennaio del 1979, poi, la redazione decide di fare il grande salto: il giornale diventa quindicinale. Direttore in questi anni è Anna Olcese, che tuttora continua a collaborare con il giornale pubblicando l’ormai mitica rubrica “Andare a piedi”.

Gli anni successivi sono caratterizzati da una grande vitalità, non solo strettamente giornalistica. La redazione, composta da molti collaboratori, organizza eventi e iniziative come la “Novegrina”, celebre maratona non competitiva e “Segrate Viva”. A metà degli anni Ottanta, poi, il Pci torna a seguire più da vicino il giornale con la direzione di Mario Lizzero, che dura due anni. Il giornale, passato poi sotto la guida di Walter Polga, vive anni di grande fermento con l’arrivo in redazione di giovani di grande talento che danno sempre più peso alla cronaca locale, che si apre allo sport.

Segrate Oggi attraversa la tempesta politica di Tangentopoli, abbattutasi sulla nostra città con particolare violenza, continuando a informare i cittadini senza perdere nemmeno un numero. La responsabilità del giornale, prima come amministratore e poi come direttore, passa a Pietro Mentana, che nel 2012, dopo vent’anni cede il testimone all’attuale direttore, Federico Viganò.

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